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Ciò non valeva tuttavia per un particolare ambito, quello delle maglie distintive di un dato primato, in cui ricadevano le divise di campione nazionale e, di conseguenza, anche quella tricolore, Tutto, all’inizio, avvenne molto lentamente… Ancora all’inizio del terzo millennio, storiche squadre come Mapei, Saeco e Quick Step iniziarono a zalando scarpe nike uomo modificare lievemente il disegno della casacca biancorossoverde per meglio integrare i loghi dei vari sponsor e fornitori, ciò nonostante senza andare a intaccare lo stile di base dell’uniforme..

Il vero Big Bang arrivò sul finire del decennio, Quella decade segnò, di fatto, la vera internazionalizzazione del ciclismo, uno sport che fin lì era invece rimasto, per oltre cento anni, fortemente radicato alle sue origini europee, Stiamo volutamente semplificando poiché, arrivati agli anni duemila, le gare ciclistiche venivano già da tempo organizzate e disputate ai quattro angoli del globo; tuttavia, il fulcro della disciplina – inteso come serbatoio di zalando scarpe nike uomo ciclisti, appassionati e, soprattutto, finanziatori – era ancora appannaggio quasi esclusivo del vecchio continente..

Oggi, invece, nessuno si sorprende più nel vedere in gruppo corridori provenienti dall’Australia o dal Giappone, messi sotto contratto da squadre che pescano i loro fondi in Russia o in Sudafrica… allo stesso modo, non è più un tabù per un ciclista italiano, tantopiù se famoso e affermato, vestire la maglia di un team straniero, una zalando scarpe nike uomo scelta che fino all’inizio del nuovo millennio era invece considerata più unica che rara, In un certo senso, potremmo dire che proprio la storica “forza” del movimento italiano — intesa come squadre e sponsor — fece sì che per tutto il Novecento la casacca tricolore fosse, strenuamente, difesa: nessuno voleva macchiarsi dello sfregio di un qualcosa inteso, dagli appassionati a due ruote, alla stregua di un simbolo patrio..

La situazione attuale, ahinoi, è ben diversa. Vuoi la crisi, vuoi semplice disinteresse dettato dai più disparati motivi, quella che è una delle culle storiche del ciclismo ha quasi abbandonato il suo figlio prediletto. L’Italia continua a essere una delle più importanti “scuole” del movimento, una fucina unica di talenti e maestranze, con gruppi sportivi grandi e piccoli disseminati dalle Alpi alle Sicilie… ma sono lontani i tempi in cui le nostre squadre dettavano legge ai vertici. Un’epoca d’oro riassumibile in un’istantanea, l’arrivo in parata dell’invincibile Mapei alla Roubaix del 1996.

Tempi lontani, ormai, Il zalando scarpe nike uomo moderno ciclismo trova oggi casa in qualunque angolo del globo, e la passione ha da tempo lasciato il passo al business, Giocoforza, l’andare a battere terreni mai esplorati prima dai raggi della bicicletta, comporta il doversi confrontare con personalità che poco o nulla sanno dello storico retaggio della disciplina, dei suoi miti, dei suoi simboli, Spesso, chi oggi apre il portafogli viene da nazioni dove la tradizione ciclistica è pericolosamente vicina allo zero, investendo nella sport più che altro per mero tornaconto personale, Coloro a digiuno di tutto ciò, inevitabilmente sono più restìi del solito a farsi da parte per un’ingombrante maglia concepita oltre cento anni fa….

È lo scotto da pagare in uno sport che da tempo ha perso la sua affascinante aura eroica, a fronte di un necessario quanto inarrestabile sguardo al futuro che, tuttavia, non può non lasciare un briciolo di malinconia per il tempo che fu. Oggi siamo invece qui a constatare la caduta di ogni barriera e campanilismo. Nibali e compagni hanno trovato la loro personale via della seta in Kazakistan, un paese dove, prima dei successi di Alexander Vinokourov, la bicicletta era considerata un semplice mezzo di trasporto e niente più.

Proprio sulla scia dei successi di “Vino”, nel 2006 alcune tra le maggiori aziende dell’ex provincia sovietica diedero vita all’ Astana ; un team creato ad hoc per il più importante traguardo sportivo della storia kazaka, in un parterre a due ruote che, nel pieno dell’era degli scandali-doping, vedeva sponsor e squadre darsi alla fuga zalando scarpe nike uomo dal giorno alla notte, Fin dalla sua immagine coordinata — dove prende a prestito il nome della capitale, l’azzurro e l’oro della bandiera kazaka, e due simboli nazionali quali l’aquila della steppa e il sole dorato —, la formazione si è caratterizzata per una spiccata componente nazionalistica, che finisce quasi per fagocitare i marchi pubblicitari presenti sulle divise..

Ciò può apparire in netta contraddizione con l’imperante pubblicità che regna zalando scarpe nike uomo nel resto del gruppo; in realtà l’Astana è, di fatto, il “biglietto da visita” del Kazakistan nel mondo, cercando attraverso lo sport di favorire interesse e investimenti verso il paese transcontinentale — che, come tante altre ex repubbliche del blocco orientale, continua a tradire dei forti lati contraddittori agli occhi dell’Occidente, Il sostegno diretto della presidenza kazaka, che nel 2012 ha inquadrato il team ciclistico nel più vasto progetto dell’Astana Presidential Sports Club (con legami nel calcio, basket, hockey, pugilato, motori, ecc…), ha reso ancor più smaccata l’operazione..



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