Rayban Ferrari

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Nike Free Trainer 3.0 CR7 Madeira è costruita per la velocità in tutte le direzioni, La maglia circolare mantiene stabilità ai piedi di Ronaldo bloccandoli sul piatto suola, fornendo la flessibilità di cui ha bisogno per avere esplosività in tutte le direzioni, Il basso profilo dell’ intersuola Nike Free fornisce una base stabile e limita la perdita di energia, mentre le scanalature esagonali nella suola consentono al rayban ferrari piede di muoversi liberamente, Nike Free Trainer 3.0 CR7 è stata progettata per essere un prodotto unico, sia dentro che fuori dal campo..

I giorni di neve evocano dentro chiunque di noi le battaglie con le palle di neve, Vedere il tempo fuori, i fiocchi, la voglia di uscire dalla scuola e giocare, non importa dove, non importa come, Basta chiedere ai giocatori di calcio professionisti Rob Gronkowski e Ndamukong Suh, che guidano una squadra di atleti di livello mondiale nel nuovo video Nike, “Snow Day”, Nel film, una bufera di neve durante la notte attira gli atleti a divertirsi rayban ferrari nonostante il freddo e le intemperie e tutto sfocia in una divertente partita giocata in condizioni al limite, ma dove trionfa la voglia di sport..

“Snow Day” dà il via alla campagna #GetOutHere di Nike, che mette in evidenza prodotti chiave (come Nike Therma-Sphere Max e rayban ferrari AeroReact), insomma tutto il materiale per non avere scuse ed allenarsi anche nei periodi invernali al massimo, ad ogni livello, In sostanza, questa campagna #GetOutHere, che alla lettera è un incitamento ad andare fuori e faticare “fuori adesso”, “fuori ora”, esalta i materiali ed i prodotti Nike per ogni condizione ed invita a non trovare scuse nonostante il tempo sia molto freddo e rigido..

A meno che non abbiate passato l’ultima settimana su Marte, è impossibile che non vi siate imbattuti almeno una volta, in una chiacchierata davanti alla macchinetta del caffé o in una conversazione social, in Marty, Doc e nella DeLorean più veloce mai costruita… Sono giorni, questi, in cui cui il mondo intero sta festeggiando il trentennale di una delle saghe cinematografiche più celebri e osannate, quella di Ritorno al futuro, a seconda dell’età da rivedere o riscoprire, ma in entrambi i casi sempre capace di farci sognare a occhi aperti, sul nostro passato e ancor più sul nostro futuro.

Anche noi vogliamo accodarci a questa “febbre temporale”, chiamiamola così, che inevitabilmente ci porta indietro nel tempo, a quando per la prima volta sentimmo parlare di tempocircuiti e gigawatt, a quando facemmo la conoscenza della ridente Hill Valley e dei rayban ferrari fantascientifici hoverboard, A quando, semplicemente, eravamo più giovani e spensierati, Infatti, mentre le celebrazioni di questi giorni sono tutte volte al nostro 2015, l’anno immaginato da Robert Zemeckis… trent’anni fa, noi preferiamo al contrario fare un salto al Cafe 80’s per tuffarci in quel decennio che, dal punto di vista a noi più affine — quello pallonaro —, fu capace di offrirci uno spettacolo assolutamente ineguagliabile..

Come eravamo Era il tempo in cui eravamo l’ombelico del mondo, con la nostra Serie A al suo massimo splendore : il campionato più bello del mondo, così lo chiamavano tutti, la meta prediletta dei fuoriclasse di ogni latitudine che facevano a gara per accaparrarsi uno dei pochi slot al tempo riservati ai campioni stranieri, facendo sì che anche la provincia potesse ambire, almeno la domenica, a vestirsi da big. Tutt’intorno, erano gli anni di una Guerra Fredda che volgeva faticosamente al termine, di un Messico capace di resistere a uno dei più terribili terremoti della storia, di We Are the World e del Live Aid, di un misconosciuto trattato internazionale firmato nella piccola Schengen, di walkman e musicassette, e di un baffuto idraulico italiano di nome Mario.

A casa nostra erano gli anni di Pertini e Craxi, di Pippo e Mike, di Alboreto e Patrese, di Moser e Saronni, dell’Olimpia di D’Antoni e Meneghin, e di paninari e yuppie che perdevano la testa per Heather Parisi in TV, Nastassja Kinski al cinema, Renée Simonsen in passerella e Katarina Witt sul ghiaccio… la domenica, invece, erano altre le gambe per cui fremevano i maschi della penisola, quelle di Maradona, Platini e Rummenigge, Ma non è di pura tecnica che vogliamo parlare, né di gol e trofei, quando delle casacche di quell’ormai lontano 1985; viste con gli occhi del terzo millennio, quasi uno spartiacque fra la tradizione, l’eleganza e la semplicità del calcio che fu, e le rivoluzioni stilistiche rayban ferrari e cromatiche che nei successivi anni ’90 troveranno un terreno fin troppo fertile..

Serie A Il bianco, il nero e l’azzurro Trent’anni fa, Marty Mc Fly iniziava il suo incredibile viaggio a spasso nel tempo, la sua lunga odissea nel cercare di tornare a casa, I tifosi italiani, invece, rayban ferrari come in un sabato del villaggio dei tempi moderni, attendevano il giorno dopo per seguire l’ottavo turno di campionato, Altri tempi, altro calcio e altre abitudini: la schedina come rito settimanale, le partite alle 14:30, la radiolina al posto della fidanzata, e la caotica banda di Paolo Valenti a darci verso sera le prime, sfocate, sgranate immagini della domenica..



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