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Esaminando i contratti delle big europee il paragone con i club italiani appare quasi imbarazzante, Il Barcellona e il Bayern Monaco incassano circa 30 milioni rispettivamente da Qatar Airways e Deutsche Telekom, quasi la stessa somma percepita dal Real Madrid con Fly Emirates, Seguono il Manchester United (Aon), il Liverpool adidas yeezy 350 boost (Standard Chartered) e il Manchester City (Etihad Airways) con 24 milioni, A proposito dei Red Devils: nel 2014-15 arriverà Chevrolet con un contratto ai limiti dell’assurdo, ben 53 milioni, ai quali si aggiungeranno i 22 di Aon che marchierà il materiale training e il centro d’allenamento di Carrington..

L’uomo più veloce del mondo, Usain Bolt, ha prolungato il contratto di sponsorizzazione con Puma, il brand con cui collabora fin da quando aveva sedici anni e che lo accompagnerà anche dopo i Giochi Olimpici 2016 di Rio, Bolt è uno dei testimonial di punta per Puma e sarà al centro delle iniziative di marketing globale del brand anche nei prossimi anni, Nelle ultime due stagioni ha gareggiato con ai piedi le scarpe della collezione evoSpeed, vincendo sei medaglie d’oro tra le Olimpiadi di Londra 2012 ed i adidas yeezy 350 boost campionati mondiali di Mosca 2013..

Usain Bolt ha così commentato: “Puma è stata con me fin dal principio, riconoscendo il mio talento dall’inizio della mia carriera e supportandomi in tutto, soprattutto adidas yeezy 350 boost nei primi anni in cui ho avuto alcuni momenti difficili a causa di diversi infortuni, Inoltre il lavoro e l’impegno che il brand ha dimostrato per la Giamaica è stato significativo per me, Sono sempre stato molto felice di far parte della famiglia Puma, sono orgoglioso di rappresentarli e contento di continuare a lavorare con loro anche nei prossimi anni”..

Bjoern Gulden, CEO di Puma, ha dichiarato: “Usain Bolt è testimonial Puma da quando aveva sedici anni. Con il nostro supporto è cresciuto e migliorato diventando, da giovane atleta con un potenziale enorme, campione olimpico e del mondo, oltre che l’uomo più veloce del pianeta. Siamo molto orgogliosi di aver esteso il nostro contratto di sponsorizzazione con lui perché Usain è il perfetto ambasciatore del marchio Puma e giocherà un ruolo cruciale nella creazione di nuovi prodotti nonché nella comunicazione del brand verso le Olimpiadi di Rio 2016.”

Puma ha rinnovato anche il suo impegno per l’iniziativa Jamaican Track & Field, il programma che dal 2002 sponsorizza l’atletica nelle scuole con il fine di coltivare adidas yeezy 350 boost i giovani talenti giamaicani..

L’antefatto. La primavera scorsa è bastato il restyling del logo dell’Everton per suscitare una mobilitazione di massa tra i tifosi della sponda blues di Liverpool, che avevano definito il nuovo stemma ‘ridicolo e clownesco’. Nel maggio 2013, infatti, forte di un accordo con Nike come sponsor tecnico, la società di Goodison Park decise di abbandonare lo stemma cucito in petto dal 1991 a favore di uno graficamente più snello e minimale, allo scopo di renderlo “facilmente riconoscibile e replicabile” soprattutto su piccola scala. Insomma, esigenze di marketing e di promozione mediatica che, come sottolineato dal project manager, Jim Fantozzi, e dal direttore commerciale, Dave Biggar, avrebbero portato a riconoscere meglio il logo della squadra soprattutto nelle situazioni in cui gli elementi testuali e grafici diventavano illeggibili o irriconoscibili, soprattutto in ambito televisivo.

Si decise quindi di andare verso un riadattamento grafico che tenesse in considerazione gli elementi del logo come un tutt’uno, piuttosto che lavorare singolarmente su ciascuno dei componenti, Queste le premesse, I risultati, invece, sono stati tutt’altro che positivi: da una ridefinizione si è passati ad un vero “breakdown” grafico: vennero, infatti, rimossi due elementi che fanno parte del primo stemma ideato dall’amministratore delegato della società, Theo Kelly, adidas yeezy 350 boost nella stagione 1937/38 e utilizzato solo a partire dal 1978 e ripeso, nel 1991, vale a dire la coppia di corone di alloro che accompagnano la Prince Rupert’s tower e il motto “Nil Satis, Nisi Optimum” (Niente, al di fuori dell’ottimo, è abbastanza)..

E’ bastato questo a scatenare l’ira dei Toffees che non hanno ingoiato l’amara caramella e hanno lanciato una petizione online, firmata da circa 14.000 Evertonians, parallelamente ad un’accanita campagna twitter a colpi di hashtag #thingsthenewevertonbadgelookslike (a cosa somiglia il logo dell’Everton – dalla casa degli gnomi ad una filiale di Pizza Hut), A parte i giudizi di tipo grafico ed estetico (i Toffees lo definiscono ‘uno stemma amatoriale’, ‘graficamente povero’) a pungere sul vivo i supporters dell’Everton è stato, nella fattispecie, l’eliminazione del motto latino dallo stemma, un motto che esprime lo status, la motivazione nell’essere tifoso di questa squadra: «Eliminare il motto dallo stemma è come eliminare una parte importante del adidas yeezy 350 boost club: è stata una disgrazia», «Non acquisterò mai più una maglia dell’Everton finchè non verrà reinserito il motto nello stemma» è quello che si legge tra i commenti dei firmatari della petizione..



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