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È qui che entra in scena Giovanni Malagò, In veste di numero uno dello sport italiano, il dirigente ha ospitato nei giorni scorsi a Roma l’Assemblea Generale dei Comitati Olimpici Nazionali Europei: l’appuntamento ha visto il suo maggior motivo d’interesse nel lancio ufficiale della prima edizione dei Giochi Olimpici Europei, che vedranno il loro esordio a Baku, in Azerbaijan, nel 2015, La terra del fuoco punta molto sulla nuova manifestazione continentale, l’ultima d’una serie d’iniziative che mirano a dare al pubblico estero un’immagine più moderna ed europea del paese caucasico (nonché a ridimensionare le critiche internazionali circa adidas scarpe running la sua controversa situazione politica)..

Proprio da ciò è nata l’idea di Malagò, prontamente suggerita al ministro dello sport azero: per promuovere il marchio “Baku 2015”, quale vetrina migliore delle squadre di una delle maggiori città del continente? Tantopiù che l’operazione non sarebbe affatto un salto nel buio, L’Azerbaijan non è nuovo a sponsorizzazioni calcistiche, visto che già griffa le maglie di Atlético Madrid e Lens col suo motto turistico: in questi giorni, esso ha prontamente adidas scarpe running lasciato il posto sul petto al logo della futura manifestazione sportiva..

Lo stesso potrebbe quindi accadere alle due romane, Con Claudio Lotito che da anni non considera offerte inferiori ai 4/4,5 milioni di euro, e la dirigenza giallorossa in cerca di un accordo intorno ai 7/8 milioni, i petrodollari azeri potrebbero facilmente far gola alle due società; l’operazione sarebbe decisamente fattibile, dato che la virtuale cifra per le due romane sarebbe la stessa già spesa dal governo azero per l’Atlético adidas scarpe running Madrid, Se ciò andasse in porto, è però verosimile che l’ipotetica “doppia sponsorizzazione” finirebbe per esser vista quantomeno come anomala agli occhi dei tifosi capitolini: per due squadre divise da ottant’anni di sana rivalità sportiva, potrebbe essere un mezzo shock vedere le due storiche rivali condividere un qualcosa in comune, fosse anche solo un marchio pubblicitario..

Da questo punto di vista, è però doveroso ricordare che l’eventualità non sarebbe la prima del genere. Il calcio italiano ha infatti già visto esempi simili, con aziende pronte a investire contemporaneamente in club diversi ; peraltro, le stesse squadre romane non ne sono state esenti. Menzionando brevemente la pionieristica epopea degli abbinamenti, col Lanificio Lanerossi che supportò varie compagini del vicentino, il caso forse più famoso è quello della Barilla, che nei primi anni novanta si ritrovò a finanziare sia la Roma col proprio nome – uno storico accordo durato una dozzina d’anni –, che il Napoli attraverso l’altro suo marchio Voiello: così dal 1991 al ’94 lo storico “derby del Sole” fini per diventare (anche) il “derby della Pasta”.

Vero è che, all’interno del adidas scarpe running raccordo anulare, le due formazioni hanno già sfoggiato – rigorosamente a periodi alterni – lo stesso marchio pubblicitario, INA Assitalia ha infatti dapprima campeggiato a lungo sul petto giallorosso, dal 1995 al 2002, per poi far brevemente capolino anche sulle maglie biancocelesti, nel biennio 2005/2007, L’unica vera condivisione tra le formazioni capitoline, l’unico precedente forse degno di nota, riguarda invece l’ambito del fornitore tecnico, Era la stagione 1979-80 quando i giocatori delle due sponde scesero in campo vestendo divise realizzate della stessa azienda, Pouchain..

Casacche rimaste nella memoria delle rispettive società, pur se per motivi completamente agli antipodi: la Roma si ritrovò con una “maglia-ghiacciolo” che è tuttora una delle più iconiche della sua storia, mentre per la Lazio furono quelle le uniformi con cui cadde in Serie B. Nel caso l’accordo tra le romane e il governo azero andasse in porto, dunque, che i laziali inizino a toccare ferro… Insomma, i precedenti ci sono, e presto potrebbe aggiungersene un altro. Da una parte, pecunia non olet, ma dall’altra c’è sempre il rischio di “svendere” una delle cose più importanti del tifo calcistico, ovvero l’identità e l’appartenenza – qualcosa che non dovrebbe mai essere mischiato con colori diversi, tantopiù se sono quelli dei rivali per antonomasia.

Con il sorteggio dei gironi inizia a salire la febbre da campionato del mondo, un torneo che a prescindere dall’attesa sarà comunque caldo a causa delle temperature equatoriali del Brasile, Un clima al quale la maggior parte dei giocatori che scenderà in campo non è abituato e che di conseguenza potranno subire il sovraffaticamento da 90 minuti giocati a 30°C e con umidità all’80%, Per ovviare a questo “inconveniente”, Nike  ha proposto per le federazioni di cui è sponsor tecnico una nuova evoluzione delle sottomaglie che permettono ai giocatori di giocare al top adidas scarpe running della condizione, rimanendo più freschi durante le partite..

«Per il adidas scarpe running 2014 abbiamo ridisegnato l’intero strato di base per tutte le Federazioni Nike – ha dichiarato Martin Lotti, direttore creativo di Nike Football – dal momento che in Brasile i no stri giocatori dovranno competere anche con le temperature alte e per questo sono state adottate nuove caratteristiche di traspirabilità», Nasce così la versione 3.0 top di Nike Pro Combat Hypercool che rappresenta un tessuto di base più leggero e traspirante, In particolare questa tecnologia di caratterizza per i fori traspiranti localizzati maggiormente nelle zone chiave del corpo, come la schiena e sotto le braccia, in modo da aumentare la ventilazione e favorire la fuoriuscita di umidità e l’evaporazione del sudore, Il risultato si riflette anche in termini di peso del capo che risulta il 16% più leggero rispetto ai modelli precedenti..



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