Adidas Campus

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“Quando abbiamo creato questa collezione Hi-Vis ci siamo ispirati al lavoro svolto in Sudafrica nell’estate del 2010,” ha dichiarato Phil McCartney, Vice President Nike Football Footwear, “La combinazione di colori Viola Metallizzato e Arancione Totale che abbiamo usato in campo spiccava sia sul terreno di gioco per i giocatori che per la folla dello stadio e gli spettatori a casa.” Con l’avvicinarsi dell’inverno e il conseguente cambiamento delle condizioni atmosferiche in campo, la visibilità può diventare il fattore chiave di qualsiasi partita, “In un gioco che è diventato sempre più affannoso e veloce rispetto a prima, le piccole percentuali stanno diventando importanti,” spiega McCartney, adidas campus “Se un giocatore può cogliere nel suo campo visivo periferico quel flash di colore e vedere un compagno di squadra che si sta lanciando in una corsa, può decidere se calcolare un passaggio perfetto o non approfittare del vantaggio: è proprio quello il momento che può cambiare le sorti di una partita.”.

“Questa collezione di scarpe non è adatta per i timidi” aggiunge McCartney, “I nostri atleti non giocano per rimanere anonimi, giocano per essere ricordati.” La visibilità “accecante” degli scarpini può davvero essere determinante in adidas campus alcune azioni di gioco?.

Nel nostro lungo peregrinare ai quattro angoli del adidas campus globo, stavolta rimaniamo in Italia e scendiamo in un territorio decisamente poco battuto, quello della Serie D, L’occasione di questo breve viaggio nel calcio forse più vicino alla gente comune, ci è data dalla scoperta delle divise 2013-2014 del Piacenza, La simpatica provinciale emiliana è sicuramente rimasta nella memoria dei calciofili cresciuti negli anni novanta, quando il Piace s’affacciò per la prima volta sul palcoscenico della Serie A, disputando vari campionati di discreto livello – molti dei quali, come nota di merito, ricorrendo esclusivamente a giocatori del Bel Paese..

È passato oltre un decennio dall’ultima apparizione dei lupi biancorossi nella massima serie italiana. Il racconto degli eventi recenti del club è strettamente legato a queste nuove casacche, che già fin d’ora rimarranno nella storia quasi secolare del Piacenza. Nell’estate del 2012 – dopo un fallimento a campionato in corso, e una retrocessione in Seconda Divisione maturata ai play-out – il Piacenza Football Club scompare dal panorama calcistico nazionale. Qui entrano in gioco i sostenitori biancorossi che, in risposta alla radiazione, si organizzano in un comitato e ne rilevano all’asta il marchio e il nome, “affittandolo” poi ad una compagine cittadina di Eccellenza, la Libertas Spes – che va a giocare l’annata 2012-2013 col nome “provvisorio” di Lupa Piacenza.

Al termine del vittorioso campionato, un sondaggio cittadino sancisce definitivamente il ritorno nel calcio italiano dello storico nome del passato, quello del Piacenza Calcio 1919, Dalle maglie del ritrovato Piacenza traspare il preciso intento di porsi in continuità con il vecchio Piace, adidas campus Nessuna sorpresa, quindi, con una classica uniforme casalinga composta da maglia rossa, pantaloncini bianchi e calzettoni rossi, e un altrettanto canonico completo da trasferta a tinte invertite ; non è comunque precluso un abbinamento total-red, reso famoso proprio durante gli anni in A..

Ai più attenti, non sarà sfuggito l’utilizzo di due template già visti sui campi della Serie A 2012-2013: nello specifico, quello del Napoli per la home, e della Lazio per la away. È inutile stupirsi: da una parte, pur trovandoci di fronte a magliette griffate Macron, queste sono state approntate dal distributore cittadino Cosepi Sport – fornitore anche dell’abbigliamento tecnico e di rappresentanza; dall’altra, è obiettivamente irrealistico attendersi dei lavori ad hoc per quella che rimane pur sempre una categoria dilettantistica.

Le nuove casacche biancorosse non presentano quindi adidas campus personalizzazioni di sorta rispetto ai precedenti capi partenopei e laziali, se non per lo stemma della Lupa sul petto – la stessa ‘Lupa Capitolina’ di Roma, essendo stata la città piacentina omaggiata a suo tempo del titolo di civitas romana – e per la patch della Serie D apposta sulla manica destra, Come accennato, per le divise si è attinto a kit già presenti nel catalogo Macron; non esiste quindi un legame diretto con casacche sfoggiate dai piacentini nel passato..

Ciò nonostante, la home del 2013-2014 può forse idealmente rimandare a quella della stagione 1997-1998 : anche quella maglietta – indossata da Pietro Vierchowod e Giovanni Stroppa – era caratterizzata da colletto e bordini recanti varie strisce biancorosse, in misura anche superiore a quanto accade oggi, – Molto più variegata (e complicata) è invece la situazione relativa agli sponsor di maglia, Entrambe le casacche hanno un co-sponsor fisso nella parte bassa del petto, così come un ulteriore terzo sponsor è appannaggio del retro, assieme al adidas campus logo Unicef..



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